novembre 13, 2011

Good mood today.
Anche se è immensamente scoraggiante prender in mano la chitarra senza che ne esca un suono degno di chiamarsi tale. Anche se ho dormito la metà di quanto il mio fisico necessiti. Anche se mi sono appena posizionata davanti al libro di ditritto-palloso-commerciale.
Anche se non c'è terra all'orizzonte, capitano.
L'ipod in shuffle si sbizzarrisce per me. E' l'una di notte, la luna è alta e mi accompagnerà per ancora qualche sigaretta prima che mi decida di abbandonarmi al sonno, anzi, che lui si abbandoni a me.
Niente, son quei momenti in cui ti sembra che tutto - tutto - possa succedere.
Dicevamo. L'organizzazione degli obbligazionisti.


novembre 11, 2011

In questo periodo mi sento lontana da tutti quelli che ho sempre sentito vicini. E vicina a tante persone che prima non lo sono mai state, e che molto probabilmente non lo saranno per sempre.
Mi sento lontana dalle scelte che ho fatto qualche anno fa, e per la prima volta sto iniziando ad ammettere a me stessa che la mia testardaggine non sempre è qualcosa di positivo, e che avrei dovuto mollare cose che ho portato avanti nonostante in fondo sapessi che non ne sarebbe valsa la pena. Così, bilanci di una quasi trentenne, che è comunque convinta di valere qualcosa, anche se finora non l'ha ancora dimostrato a nessuno. Ma proprio a nessuno.
Oggi è arrivata la mia vecchia chitarra a casa. E' ora di iniziare a farla funzionare. Piano piano, che fretta c'è? è rimasta là per una quindicina d'anni, aspettando che imparassi a tenerla in mano, di pazienza ne ha da vendere, e ne dovrà avere ancora molta con me. E anch'io con lei.
I libri sono lì, che mi guardano. Ogni giorno, ogni momento, sono loro che mi danno quel senso di inquietudine ininterrotto, uniti alla vita precaria e al futuro neanche lontanamente definibile che mi vedo davanti. I libri. Mi servirà tutto questo? Sacrificio immondo per ottenere un lavoro (quale?) che mi permetterà di guadagnare abbastanza soldi per poter realizzare la porzione minima dei sogni che nell'autunno della vita saranno ancora realizzabili. Ho da poco finito di leggere Thoreau, e anche senza di lui, tutto questo non può che sembrarmi un paradosso. Meglio che in mezzo al sacrificio inizio a metterci anche qualche piccolo sogno, qualcosa che davvero sia piacevole, per quanto futile guardandola tramite i valori che mi sono stati trasmessi . Che non si sa mai. Giusto per non tenermeli tutti alla fine.

novembre 10, 2011

Forse è ora di smetterla di perdere tempo a pensare a quello che voglio fare e lo faccio. Forse.
Ma è così bello a volte starsene fermi a desiderare.

novembre 05, 2011


Ci dev'essere qualcosa, d'inverno. Non so, nell'umidità, nella pioggia, nel grigio. Campi magnetici. Dna. Posizionamenti planetari. Macchenesò. Qualcosa. Che mi fa essere così fastidiosa, maldisposta, irascibile, che mi do fastidio da sola e che mi vien voglia di schiaffeggiarmi. Che ogni suono che esce dalla bocca della gente è un disturbo sonoro. Che mi chiuderei in camera per settimane, con gli Opeth a palla. E basta. O forse è solo la frustrazione, le cose che non vanno come vorrei che andassero. Semplicissima e probabile spiegazione del malumore invernale. Pioggia ti odio.
Che poi. Pensavo da un po' al testo di una canzone dei Porcupine Tree. It's no fun to be told that you can't blame your parents anymore. Ecco. Appunto. Sì che posso, invece. Spero solo che continuare a farlo non mi corroda più di quanto lo sia già. Corrosa. Ho provato a smettere, ci stavo anche riuscendo parecchio bene. Ma sono sempre lì, niente da fare. Sembra che certe persone abbiano come scopo principale dell'esistenza quello di rovinarti la vita. O il fegato. O il cervello. O la tua capacità di relazionarti con il resto del mondo. E per fortuna che i genitori sono il modello, il punto di riferimento. Bla bla.
Ho bisogno di sole. Di calore. Di un po' di soddisfazione. Di sentirmi importante, ma sul serio, per qualcuno. Per rendermi di nuovo conto che in realtà sono molto, molto più forte di così. Evviva la banalità: cadi e poi rialzati. Rialzati. Adesso. Piove, governo ladro.

novembre 04, 2011


Raffreddore. Buongiorno. Devo scrivere. Il tempo sta scappando via e io non riesco più a pensare, sprofondata in questo stile di vita sterile. Sterile come i numeri che sento chiamare tutti i santi giorni. Bingo. Cazzo. Sto perdendo di vista quello che voglio veramente, non me lo ricordo quasi più, al punto da chiedermi se veramente lo so, che cosa voglio, se l'ho mai saputo. Ecco, devo scrivere. Parlare da sola. Come i matti, yeah.
Ho un'ora e mezza per leggere 50 pagine di un pallosissimo libro di diritto commerciale. Ma adesso è proprio ora che ricomincio ad ascoltarmi. Visto che di notti insonni non ne ho più. Mi è bastata quella di ieri per rendermi conto che qui è ora di darsi una regolata e ricominciare ad impazzire, serenamente. Musica, libri, musica, film, musica, concerti, musica, urlare a squarciagola, io. Mi serve quanto l'aria. Scrivere. Un sacco di cazzate. 
Ho quasi trent'anni, sono ancora piccola. Una bambina. 

A Domani.  

marzo 27, 2011

U2 - I still haven't found what I'm looking for

marzo 24, 2011

Big Moon Rising




 

Alter Bridge - Before Tomorrow Comes



I couldn't sleep I had to listen
To a conscience knowing so well
That nothing comes form indifference
I look inside of myself

Will I found some kind of conviction?
Will I bid the hero farewell?
Will I be defined by things that could have been?
I guess time will only tell
I guess time will only tell

So don't let it be
Before tomorrow comes
Before you turn away
Take the hand in need
Before tomorrow comes
You could change everything

I curse my worth and every comfort
That blinded me for way too long
Damn it all I'll make a difference from now on
Cause I'm wide awake to it all
Cause I'm wide awake to it all


Does anyone care it ain't right what we're doing?
Does anyone care it ain't right where we're going?
Does anyone dare justify how we're living?
Does anyone here care at all?

We could be so much more than we are
We could be so much more than we are
We could be so much more than we are

Oh this much I know

marzo 23, 2011

Sotto una tenda in questo mondo


"Sono i dissipati e gli amanti del lusso che stabiliscono le mode che il gregge segue tanto fedelmente. [...]
La vera semplicità e nudità della vita dell'uomo nelle età primitive implicavano questo vantaggio, per lo meno: lasciavano l'uomo ospite nella natura. Quando si era ristorato con cibo e con sonno, egli meditava nuovamente il suo viaggio. Dimorava, per dir così, sotto una tenda in questo mondo, e varcava le valli o attraversava pianure o saliva sulle sommità dei monti. La, ahimè!, gli uomini ora sono diventati strumenti dei loro strumenti. L'uomo che quand'era affamato coglieva i frutti liberamente, è diventato contadino; e colui che, per riposare si stendeva sotto un albero, è divwntato guardiano della propria casa. Ora non ci accampiamo più per la notte, ma invece ci siamo piantati nella terra e abbiamo dimenticato il cielo."


Henry David Thoreau, Walden, ovvero vita nei boschi

marzo 15, 2011

Catene di lusso


 "Molti lussi e molte dellecosiddette comodità della vita sono non solo inutili ma addirittura effettivi intralci alla elevazione morale dell'uomo. Per quanto riguarda i lussi e ele comodità, i più saggi hanno sempre condotto una vita più semplice e grama di quella dei poveri.
 [...] Quando un uomo si è riscaldato nelle diverse maniere descritte, cos'altro gli manca? Senza dubbio non più calore della stessa specie, come cibo più abbondante e saporito, case più ampie e più belle, vestiti migliori e in maggior numero, fuochi più numerosi, caldi e continui, ecc. Quando egli ha ottenuto queste cose che sono necessarie alla vita, c'è un'altra soluzione, oltre al cercare di ottenere il superfluo: cioè buttarsi a esperimentare la vita, dal momento che ormai è libero dalle fatiche più umili.
[...] Parlo soprattutto alla massa degli scontenti che si lamentano passivamente della durezza della loro sorte o dei tempi, quando potrebbero tentare di migliorarli. Ci sono certuni che si dolgono più più profondamente e sconsolatamente degli altri poichè dicono che stanno facendo proprio il loro dovere. Intendo anche parlare a quelli che sono ricchi in apparenza ma in effetti sono invece i più poveri di tutti, in quanto hanno accumulato scorie di cui non sanno che uso fare o come liberarsi, e che così si sono costruiti con le loro stesse mani catene d'oro o d'argento."

Henry David Thoreau, Walden, ovvero vita nei boschi